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                         La residenza dell’Ambasciatore d’Italia - Il Palazzo Alvear   
   
        L’origine misteriosa deI Palazzo Alvear è dovuta alla scarsa documentazione oggi reperibile, che ha dato luogo a versioni non concordanti: c’è chi dice che sia stata la famiglia Bosch Alvear a far costruire la casa, chi invece la attribuisce agli Alvear Ortiz Basualdo, rappresentanti dell’ alta borghesia dell’ inizio del secolo.Sono inoltre incerti sia l’architetto che disegnò il progetto originale, sia alcune delle numerose opere d’arte che si trovano all‘interno.È invece vera una storia bizzarra: nell’anno 1923, al ritorno da un viaggio all’estero , quando i Bosch Alvear erano pronti a prendere possesso della casa, la particolare disposizione dell’ ingresso in diagonale rispetto alla strada principale, caratteristica dello stile Beaux Arts, non risultò di loro gradimento e decisero di metterla in vendita senza averla mai abitata............ L’ anno seguente, la residenza fu comprata dal Governo Italiano per farne la sede dell’Ambasciata a Buenos Aires. La richezza del mobilio e delle opere d’arte che tuttora arredano la prestigiosa Residenza dell’ Ambasciatore è dovuta alla visita del Principe Umberto di Savoia che ebbe luogo nel mese di agosto dello stesso anno: in vista dell’ arrivo del Principe, il Governo Italiano inviò un mese prima arredi eleganti e quadri di valore, al fine di rendere più piacevole il soggiorno dell’erede ad un trono al quale non potè mai assurgere.Nei salotti del piano di rappresentanza si possono ammirare alcuni pregevoli dipinti appartenenti della scuola fiamminga di Van Dick (1599 -1641), quattro oli attribuiti a Francesco Guardi (1712 -1793) raffiguranti paesaggi veneziani (restaurati da poco) e due maestose battaglie del napoletano Salvator Rosa (1615 -1673).   

        Il portico d’ingresso del Palazzo, riccamente lavorato in ferro battuto e coronato dalle lettere R I (Repubblica Italiana), è un esempio del gusto per la "ferronerie" del periodo dei Luigi. La disposizione a 45º dalla porta principale conferisce profondità alla prospettiva e ai magnifici giardini, accuratamente tracciati seguendo la tradizione della "campiña" francese e della villa rinascimentale.Il Palazzo è costituito da un piano nobile, composto da tre salotti, studio e sala da pranzo, un primo piano per le abitazioni private e un tetto a mansarda, dove si trovano le camere di servizio.



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